L’Università LUMSA ha ospitato Pippo Ricci lo scorso 22 settembre durante i «Welcome Days», in un incontro dedicato a sport, università e crescita personale. Il cestista dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana ha condiviso con gli studenti il proprio percorso umano e professionale, raccontando esperienze di bullismo giovanile, la sua passione per il basket e l’importanza del superamento delle difficoltà.
Università LUMSA: l’incontro con il cestista Pippo Ricci ai “Welcome Days”
Sport, mondo accademico e crescita personale al centro dell’incontro organizzato dall’Università LUMSA con il cestista dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana Pippo Ricci, in occasione dei «Welcome Days». L’evento organizzato per l’accoglienza delle matricole dei dipartimenti GEPLI e DISU si è tenuto il 22 settembre presso l’Aula Giubileo dell’ateneo ed è parte della «Rome Future Week». Pippo Ricci, oltre a essere un noto giocatore di basket, è anche laureato in matematica e nel suo intervento rivolto agli studenti dell’Università LUMSA ha condiviso il proprio percorso umano e professionale, raccontando le esperienze di bullismo giovanile e la sua profonda passione per il basket.
Università LUMSA: l’importanza del lavoro di squadra e del superamento delle difficoltà
Dalle sfide personali al trionfo sul campo da gioco, l’evento dell’Università LUMSA si è soffermato su tematiche che hanno offerto importanti spunti di riflessione agli studenti sul superamento delle difficoltà e sull’importanza del lavoro di squadra. Il cestista è infatti costantemente impegnato nella promozione dei valori sportivi e della crescita personale intervenendo a numerosi eventi e confronti e, nel suo libro «Volevo essere Robin: Il mio viaggio fino a qui», ha parlato anche di lavoro di squadra e dell’importanza del superamento delle difficoltà. L’incontro è stato moderato dalla Referente d’Ateneo per lo Sport, la professoressa Gabriella Foschini, e ha visto la partecipazione dei direttori dei dipartimenti GEPLI e DISU dell’Università LUMSA, il professor Filippo Giordano e la professoressa Caterina Fiorilli.

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