Snam, Agostino Scornajenchi: la resilienza del sistema energetico parte dalla pianificazione

Nessuna fonte, da sola, può reggere il futuro energetico dell’Europa: la scommessa è integrarle in un unico sistema. È la linea che Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, sostiene da tempo.

Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam

Agostino Scornajenchi: infrastrutture e visione di lungo periodo per la sicurezza energetica

Il sistema energetico è sempre più complesso, spiega Agostino Scornajenchi, e per governarlo bisogna far dialogare fonti, infrastrutture e tecnologie diverse. L’espansione delle rinnovabili, per esempio, rende indispensabili strumenti che assicurino stabilità, flessibilità e capacità di bilanciamento. Da qui l’idea di integrazione energetica, che esclude per definizione la logica della sostituzione: ciò che conta è come le fonti vengono combinate in modo intelligente. L’obiettivo è un sistema in cui tecnologie e vettori energetici diversi lavorino insieme per mettere al sicuro gli approvvigionamenti e sostenere la competitività dell’industria. In questo disegno le infrastrutture hanno un peso decisivo. La sicurezza non si misura quindi solo su quante fonti sono disponibili, ma su quanto siano ben collegate tra loro, grazie a infrastrutture e rotte di approvvigionamento differenziate. C’è poi l’orizzonte più immediato dell’inverno, che richiede stoccaggi riempiti a livelli elevati. Ma Agostino Scornajenchi invita a non fermarsi all’emergenza e a ragionare sulla tenuta complessiva del sistema nel tempo. Serve, a suo avviso, tornare a pensare una strategia energetica di lungo periodo: l’impresa più ardua, perché nel settore i cambiamenti si compiono in decenni e non da un giorno all’altro.

Elettroni e molecole: l’integrazione energetica secondo Agostino Scornajenchi

Il concetto è stato ribadito anche in occasione dell’Italian Energy Summit 2026. La domanda di energia continua a salire e le fonti fossili pesano ancora in modo rilevante sul mix mondiale: in questo quadro, sostiene Agostino Scornajenchi, l’obiettivo non può essere cambiare una fonte con un’altra, ma far interagire quelle esistenti. L’approccio mira a tenere insieme decarbonizzazione, sicurezza e competitività, con una pianificazione delle infrastrutture che rispetti i tempi diversi con cui maturano le tecnologie. Lo sguardo dell’AD di Snam va oltre le urgenze del momento, perché investimenti, forniture e trasformazione del sistema richiedono tempi lunghi. Per questo definisce l’energia un “patto fra generazioni”. Già lo scorso giugno, alla Mediobanca CEO Conference, il manager aveva chiesto un approccio pragmatico alla trasformazione del sistema europeo e aveva indicato nell’integrazione energetica la strada: elettroni e molecole che operano insieme per garantire sicurezza, flessibilità e competitività. In sintesi, non si tratta di mettere le fonti l’una contro l’altra, ma di costruire un modello più solido e competitivo in cui infrastrutture, tecnologie, sicurezza e decarbonizzazione procedano insieme.

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