Renato Mazzoncini: la crescita del Paese spinta da utility ed energia

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, sulle opportunità per il Paese derivanti dagli investimenti del settore energy e utility: “Con la conclusione del PNRR, la sfida per l’Italia è dare continuità alla crescita”.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini sul futuro dell’energia: il punto al Forum di Cernobbio

Il settore dell’energia e delle utility ha le carte in regola per dare un contributo fondamentale alla competitività e la sicurezza del Paese. Questo il messaggio al centro dello studio “Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese”, elaborato da TEHA Group insieme ad A2A e presentato nel corso del 52° Forum di Cernobbio dal Presidente di A2A Roberto Tasca e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini. Come emerge dal report, le realtà del settore energy e utility possono mobilitare risorse private pari a 315 miliardi di euro entro il 2035, una cifra che potrebbe raggiungere gli 825 miliardi entro il 2050. Tale flusso finanziario è stimato in circa 33 miliardi annui, senza gravare sul debito pubblico. I capitali si concentrerebbero su nove settori chiave: produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nucleare, sistemi per la flessibilità della rete elettrica, reti distributive di gas ed elettricità, data center, teleriscaldamento, gestione integrata delle risorse idriche, trattamento dei rifiuti tramite recupero e riciclo, filiera del biometano.

Renato Mazzoncini: focus su transizione e autonomia energetica nazionale

Renato Mazzoncini ha osservato come “con la conclusione del PNRR, la sfida per l’Italia è dare continuità alla crescita. E il Paese ha già una leva concreta per farlo: la capacità di investimento del settore Energy & Utility”. L’AD e DG ha inoltre evidenziato come “l’autonomia energetica nazionale potrebbe salire dal 26% all’81%”, riducendo l’esposizione dell’Italia alla volatilità dei mercati internazionali. Le risorse coinvolgerebbero ambiti centrali quali decarbonizzazione, sicurezza delle reti, infrastrutture ed economia circolare, con circa 33 miliardi annui nel periodo 2026-2050 (pari al 9% dei capitali complessivi mobilitati nell’ultimo decennio) e un moltiplicatore economico pari a 4,1 volte il valore di ogni euro investito. Impatto totale superiore a 3.000 miliardi di euro tra ricadute dirette, indirette e indotto, con effetti positivi anche su un bacino occupazionale da 300.000 posti di lavoro diretti. Benefici, parallelamente, per i nuclei familiari e le imprese in termini di riduzione dei costi. Sul versante della sostenibilità le emissioni di CO₂ a livello nazionale scenderebbero infatti del 36% entro il 2050. Dal canto suo A2A, come evidenziato da Renato Mazzoncini in più occasioni, è pronta a sostenere tale percorso anche attraverso gli investimenti previsti dal Piano Strategico, consolidando la leadership della Life Company nei comparti chiave relativi alla transizione ecologica.

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