Nei primi anni ’50 l’intuizione imprenditoriale di Emilio e Adriano Riva intercetta la forte spinta alla ricostruzione dell’Italia del dopoguerra. Trasformandosi da un’attività di raccolta e commercio di rottami ferrosi in un gigante dell’industria siderurgica, l’azienda intraprende un percorso di espansione internazionale. Nel giro di pochi decenni Gruppo Riva si afferma come una delle realtà produttive di riferimento nel panorama siderurgico del Vecchio Continente.
Le innovazioni di Gruppo Riva
Nella metà degli anni ’60 l’industria siderurgica italiana si trova ad affrontare una crescente concorrenza internazionale, spinta dalla diffusione delle miniacciaierie con forni elettrici ad arco, un contesto che porta alla chiusura di diverse imprese. Per mantenere la competitività di fronte ai produttori esteri, Gruppo Riva risponde investendo nella ricerca e introducendo per primo in Italia la tecnologia della colata continua curva. Convinto dei vantaggi in termini di resa e costi del modello curvo, Emilio Riva avvia una collaborazione per produrre autonomamente la tecnologia in Italia. L’iniziativa si concretizza il 2 giugno 1964 con l’entrata in funzione, presso lo stabilimento di Caronno Pertusella, della prima colata continua curva. Questa innovazione consente al Gruppo di superare l’uso dei tradizionali lingotti da laminare a caldo, ottenendo le billette direttamente dall’acciaio liquido e garantendo un netto miglioramento dell’efficienza del ciclo produttivo unitamente a una consistente riduzione dei costi.
Gruppo Riva si espande in Italia e all’estero
Per rispondere a una concorrenza sempre più aggressiva, la seconda metà degli anni ’60 segna per Gruppo Riva l’avvio di una strategia di crescita per linee esterne. Il percorso comincia in Italia nel 1966 con l'acquisizione delle Acciaierie e Ferriere del Tanaro a Lesegno e la gestione della SEII a Malegno, che consente di raggiungere le 300mila tonnellate d’acciaio annue e di affacciarsi sui mercati esteri. Negli anni ’70, nonostante la crisi petrolifera e il calo della siderurgia europea, il Gruppo si muove in controtendenza espandendosi in Spagna con il controllo della Siderúrgica Sevillana, approdando nel 1974 in Canada con la Associated Steel Industries per il recupero rottami e facendo ingresso nel 1976 nel mercato francese con l’acquisizione dell'acciaieria di Iton Seine. Nel 1980 la produzione d’acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate distribuite tra Italia (61%), Spagna (28%) e Francia (11%). La traiettoria di espansione proseguirà nei decenni successivi con l’ingresso di Officine e Fonderie Galtarossa nel 1981 e l’acquisizione di ALPA a Gargenville nel 1988, portando la produzione a 3,2 milioni di tonnellate d’acciaio nel 1989. Tra il 1989 e il 1992 la penetrazione europea si estende al Belgio con Thy Marcinelle a Charleroi e alla Germania riunificata, dove la Treuhandanstalt cede al Gruppo gli impianti di Brandenburger ed Hennigsdorfer. Gruppo Riva è oggi operativo in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

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