Pietro Labriola: la crisi delle telco europee impone nuove scelte strategiche

Intervenuto in occasione della World Tech Conference 2026, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha ribadito a gran voce come la crisi del settore delle telco europeo imponga scelte urgenti per il futuro dell’economia digitale. “Abbiamo veramente bisogno di tre o quattro reti mobili, il moltiplicarsi delle antenne, o magari una sola struttura di antenne sarebbe sufficiente a ospitare tutti?”.

 Pietro Labriola

Pietro Labriola: velocità e coraggio nel prendere decisioni nel settore telco in Europa

“Decidere. Prendere delle decisioni. È troppo tempo che analizziamo e parliamo, non c’è più tempo — ha ribadito Pietro Labriola ai microfoni di “Rai News” in occasione della World Tech Conference 2026 — La modalità con la quale si normava dal punto di vista del regolatore, del legislatore, oramai è diventata anacronistica. Rischi di normare qualcosa che è già passato. Quindi velocità e coraggio nel prendere decisioni”. L’Italia e l’Europa vivono una crisi del settore delle telco che l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha spiegato: per ridurre la marginalità dei monopolisti del settore, l’UE ha giustamente spinto verso la liberalizzazione. Questo aspetto però non è stato tenuto sotto controllo e ora in Europa ci sono 120 operatori, a differenza dei tre presenti negli USA, dei tre in Cina o in India. In aggiunta, l’Italia è il Paese europeo con i prezzi più bassi. Ciò ha portato le aziende a non generare profitto e, quindi, a non reinvestire.

Pietro Labriola: la rete è un asset strategico per l’economia digitale del futuro

Questa è una questione che l’UE ha finalmente compreso, “cercando di dare una spinta per far sì che gli operatori di telecomunicazione diventino il braccio armato europeo per costruire le infrastrutture digitali necessarie per l’economia digitale del futuro”, ha sottolineato Pietro Labriola. La rete rappresenta non solo un’infrastruttura, ma un asset strategico. All’interno di questa logica, è urgente capire se la moltiplicazione di infrastrutture generata dall’aumento del numero di operatori sia utile o meno. “Abbiamo veramente bisogno di tre o quattro reti mobili, il moltiplicarsi delle antenne, o magari una sola struttura di antenne sarebbe sufficiente a ospitare tutti? Abbiamo bisogno di due reti in fibra o una? — si è chiesto Pietro LabriolaBisogna fare efficienza da qualche parte e reinvestire dall’altra. Faccio presente che entro il 2031 la Low Earth Orbit (LEO) sarà piena di satelliti, non sarà più possibile lanciarne altri. Quindi che cosa faremo come Italia e Europa? Dipenderemo da terzi soggetti?”.

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