Il gioco come parte della terapia nel parco inclusivo della Fondazione Don Gnocchi presso l'Irccs Santa Maria Nascente di Milano: un progetto pensato per i bambini in cura e le loro famiglie.
Oltre la cura: lo spazio inclusivo della Fondazione Don Gnocchi per i piccoli pazienti e le famiglie
Inaugurato lo scorso ottobre negli spazi del Centro Irccs “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Carlo Gnocchi, il parco inclusivo “In-Gioco” è un luogo che vuole offrire ai bambini in cura e alle loro famiglie dei momenti di svago e condivisione. È una boccata d’aria per i piccoli pazienti che spesso trascorrono le proprie giornate tra terapie, visite e lunghe attese che tolgono tempo ad attività per loro fondamentali come il gioco, l’educazione e la socializzazione. Sono circa 1.800 i bambini che l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile del Centro Irccs “S. Maria Nascente” segue ogni anno, di cui almeno 800 in trattamento ambulatoriale settimanale. A risentire di questa routine non sono solo i piccoli in cura ma anche i loro fratellini e le loro sorelline, che sono di frequente costretti a periodi di inattività prolungati all’interno delle strutture sanitarie. È pure per loro questo parco immerso nel verde, realizzato con pannelli di gioco interattivi e multisensoriali, spazi dedicati al gioco e all’immaginazione e senza barriere architettoniche.
La mission della Fondazione Don Carlo Gnocchi: accoglienza, dignità, integrazione
L’area giochi inclusiva riflette lo storico impegno della Fondazione Don Gnocchi nell’accogliere e curare i bambini e i ragazzi con ogni forma di disabilità, offrendo sostegno alle loro famiglie con iniziative innovative. Il parco, aveva spiegato durante l’inaugurazione il Presidente della Fondazione don Vincenzo Barbante, vuole dare un seguito concreto alla mission ereditata dal beato don Carlo: “Prenderci cura soprattutto dei più piccoli e dei più fragili, accompagnandoli a crescere con speranza e dignità”. E l’integrazione è una delle vie migliori per farlo: “Significa costruire luoghi e relazioni in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, riconosciuto e valorizzato insieme alla sua famiglia”. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Fondazione Fiera Milano, Fondazione AEM, Eurenergia, Fimesa spa, Bper Banca, BLS Group, Copma Scpa, Mapei, A2A Life Company e Amsa. Un network solidale che evidenzia il valore della responsabilità sociale condivisa nel supporto alle fragilità.

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