Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, ha raccontato a “Repubblica” i nuovi sviluppi industriali del Gruppo. L’azienda ha siglato un accordo con l’americana Westrock Coffee per produrre negli Stati Uniti alcune bevande a base di caffè, mentre a Trieste procedono le assunzioni e si avvicina il completamento del raddoppio della tosteria.
Cristina Scocchia: l’accordo con Westrock Coffee
Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato più importante per Illycaffè. Dopo aver valutato l’ipotesi di realizzare uno stabilimento diretto in loco, giudicata più lenta da mettere in pratica, il Gruppo ha scelto di affidarsi a un partner industriale. Ne è nato un accordo pluriennale con Westrock per produrre e sviluppare alcune referenze pensate per il mercato americano, tra cui il caffè pronto da bere in lattina. Secondo Cristina Scocchia, la collaborazione porterà risparmi di costo e logistica, ma l’obiettivo principale resta lo sviluppo di nuove categorie di prodotto, partendo comunque dalla miscela tostata “rigorosamente e orgogliosamente prodotta a Trieste”. Riguardo a un’eventuale nuova stretta sui dazi, l’AD ha precisato che l’azienda ne pagherebbe meno, ma ha sottolineato che “i dazi ora non ci sono più, anzi l’amministrazione USA ha iniziato a restituirci già una piccola parte di quanto avevamo pagato l’anno scorso”.
Cristina Scocchia: la crescita di Illycaffè
I lavori per il raddoppio della fabbrica di Trieste sono in fase di completamento, ha confermato Cristina Scocchia. Dopo aver assunto stabilmente oltre 100 persone a tempo indeterminato, l’azienda prevede di continuare con nuovi inserimenti, un investimento reso necessario dalla crescita dei volumi venduti. Sul fronte delle vendite, l’AD si è detta molto soddisfatta: dopo un 2025 chiuso con una crescita a due cifre in tutti i principali mercati e canali, dai bar ai supermercati, non si registra alcun calo dei consumi né in casa né fuori casa, con buoni risultati anche per prodotti come la crema di caffè. Guardando all’obiettivo della quotazione in Borsa, fissato al momento del suo arrivo alla guida dell’azienda, Cristina Scocchia ha ricordato che in quattro anni i ricavi del Gruppo sono aumentati del 40%, passando da 500 a 700 milioni, con un trend di crescita confermato anche nel 2026. Ha però evidenziato l’innalzamento del costo della materia prima, legato di recente anche alle difficoltà nello stretto di Hormuz. “Non abbiamo ancora deciso né la finestra temporale né la piazza di quotazione, è un obiettivo a cui stiamo lavorando – ha concluso – Se e quando decideremo di intraprendere questo percorso lo annunceremo al mercato”.

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