Le riflessioni di Manfredi Calabrò sul futuro del settore creativo nell’era dell’IA

L’Intelligenza Artificiale è soltanto uno strumento di supporto o una forza trasformativa per il settore creativo? Nell’intervista del Centro Studi Grande Milano a Manfredi Calabrò, il membro del Comitato Strategico CSGM ha parlato dell’impatto dell’IA su professioni e mondo delle imprese.

Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’IA democratizza la capacità di produrre

Secondo Manfredi Calabrò, membro del Comitato Strategico CSGM e manager di comprovata esperienza internazionale all’interno di organizzazioni complesse nel settore della comunicazione strategica e della brand governance, non si può ridurre il ruolo dell’IA a semplice strumento di supporto. “È soprattutto una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Questo non significa che sostituisca la creatività o ridefinisca il processo. L’efficienza dell’Intelligenza Artificiale sta nella rielaborazione di ciò che già esiste. Può generare infinite combinazioni ma non possiede l’intuizione, la responsabilità, la visione. L’aspetto più importante di un processo creativo resta l’originalità. “L’intuizione autentica – ha sottolineato Manfredi Calabrò – nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare quello che ancora non esiste”. Da questo punto vista, è facile pensare che “più l'Intelligenza Artificiale renderà facile creare i contenuti e più il valore dell'originalità umana aumenterà”. In sostanza, l’IA “sta democratizzando la capacità di produrre”. Non saranno dunque i creativi a sparire, piuttosto emergerà una nuova generazione di professionisti in grado di creare, attraverso la relazione con questa tecnologia, qualcosa che ancora non c’è, a favore di talento e innovazione.

Manfredi Calabrò sulle sfide etiche dell’IA e il rischio dell’omologazione culturale

Il dibattito sull’IA spesso si divide in due grandi filoni: quello delle possibilità e quello delle responsabilità. Quando si parla di imprese creative, in particolare, l’aspetto etico è particolarmente rilevante. Temi come la tutela della proprietà intellettuale e la trasparenza circa l’origine dei contenuti realizzati con IA sono cruciali, motivo per il quale il mercato e i regolatori ci stanno già lavorando. Manfredi Calabrò ha posto però l’accento su un altro rischio: “L’omologazione culturale”. “I sistemi di intelligenza artificiale apprendono dal passato e tendono a suggerire ciò che statisticamente funziona meglio – ha spiegato – Questo ne aumenta l'efficacia, ma potrebbe portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili fra loro. Nelle industrie creative, però, il valore nasce proprio dall'eccezione, da un'intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. È per questo che credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall'Intelligenza Artificiale, ma evitare che l'Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. È su questo che, per il manager, dovrebbe concentrarsi la riflessione all’interno delle imprese. Guardando al futuro, Manfredi Calabrò ritiene che l’Intelligenza Artificiale non sarà più un vantaggio competitivo poiché sarà accessibile a tutti. “La vera differenza la farà il pensiero critico, la visione e la capacità di immaginare quello che gli algoritmi ancora non sanno vedere. Perché l'innovazione più importante non sarà quella delle macchine, ma quella delle persone che dialogando sapranno costruire qualcosa di geniale”.

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