La crescita di Torino passa dalla capacità di saper attrarre capitali internazionali e puntare su progetti di larga scala. Questa la strada da intraprendere secondo il Presidente di Equiter Alessandro Albano, intervistato lo scorso 18 maggio da “La Stampa”.
Alessandro Albano: la crescita di Torino legata alle capacità di attrarre capitali e realizzare progetti su scala
Il Presidente di Equiter Alessandro Albano ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa” lo scorso 18 maggio in cui ha parlato delle capacità della sua azienda, attiva come piattaforma di investimenti di lungo periodo, e della crescita della sua città, Torino. “Oggi il territorio intercetta ancora una quota limitata dei grandi flussi di capitale internazionale. Bisogna aumentare la dimensione dei progetti, ridurre i tempi decisionali e presentarsi come un sistema integrato e credibile”, ha evidenziato l’advisor. Non solo grandi opere, è necessario anche portare a termine il completamento delle infrastrutture digitali e logistiche e le connessioni tra ricerca e impresa. “I costi e le inefficienze logistiche restano più elevati rispetto ai sistemi europei avanzati — ha sottolineato Alessandro Albano — La vera priorità è quindi passare da una logica di singole infrastrutture a una logica di reti integrate e interoperabili”.
Alessandro Albano: la strategia di investimento di Equiter
Per Alessandro Albano la priorità è costruire un vero e proprio ecosistema di investimenti e, attraverso Equiter, l’obiettivo consolidare una piattaforma di investimento in grado di unire rendimento e impatto nel lungo periodo. “Le opportunità più rilevanti sono nelle infrastrutture sostenibili – energia, mobilità, digitale – ambiti che nei prossimi anni muoveranno centinaia di miliardi in Europa, trainati dalla transizione energetica e digitale”. Per quanto concerne il miglioramento della collaborazione pubblico-privato, l’advisor ha suggerito la strategia attuata da Equiter, che al momento sta gestendo i fondi del PNRR “con interventi che hanno avuto impatto anche su Torino". Le priorità per il territorio del nord ovest sono riunire risorse oggi frammentate, quali competenze, capitale e capacità industriale, e trasformarle in un sistema capace di attrarre capitali, mantenere i talenti e creare progetti su scala. “Senza integrazione, anche le eccellenze restano isolate”.

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