Gianni Lettieri, l’imprenditore che ha fatto decollare Atitech

Entrare negli hangar di Atitech, all’aeroporto di Capodichino, è come varcare il confine di una piccola città industriale autosufficiente. Aerei in manutenzione, tecnici specializzati al lavoro, uffici che dialogano con i principali player globali dell’aeronautica. Al centro di questo ecosistema c’è il Presidente Gianni Lettieri, protagonista di una delle più rilevanti operazioni di rilancio industriale del Mezzogiorno negli ultimi anni.

 Gianni Lettieri (Atitech)

Gianni Lettieri: numeri da record e una visione industriale solida

Dal 2022 a oggi Atitech ha registrato una crescita impressionante: il fatturato è passato da 55 a 168 milioni di euro (+208%), con un utile netto che nel 2024 ha superato i 5 milioni. Un risultato che affonda le radici in una scommessa iniziata oltre dieci anni fa, quando Gianni Lettieri decise di acquisire, tramite la sua investment company Meridie, quello che allora era un ramo d’azienda in crisi profonda, eredità problematica di Alitalia. “Tutto è nato quando ero Presidente degli industriali di Napoli. Gianni Letta, che nel 2009 era sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ministri, mi chiese una mano per la parte delle manutenzioni di Atitech. E da lì siamo partiti”, ha raccontato. Dopo 35 anni nel tessile, l’imprenditore si immaginava un’operazione temporanea. In realtà, l’assenza di nuovi investitori e la necessità di capitalizzare l’azienda lo hanno portato a restare e a costruire, passo dopo passo, un polo industriale che oggi impiega oltre 1.500 lavoratori tra Napoli, Fiumicino e le altre sedi. La svolta arriva nel 2015 con l’acquisizione degli hangar ex Alenia a Capodichino, che raddoppiano la capacità produttiva, e poi con l’aggiudicazione della gara per la maintenance di Alitalia, conclusa nel 2022. Un’operazione che segna l’inizio del vero decollo di Atitech. Emblematica è stata la scelta di Olbia, dove l’azienda ha firmato un accordo decennale con Geasar per la gestione degli hangar Avio1 e Avio2. Un investimento da 16 milioni di euro per trasformare l’aeroporto Costa Smeralda in un hub mediterraneo per la manutenzione dei jet privati e per l’Interior Refurbishment di lusso. Olbia, con oltre 14mila movimenti annui, diventa così il laboratorio ideale per un modello che unisce alta tecnologia, artigianato di qualità e sinergie con il distretto nautico locale. Il piano, come evidenziato da Gianni Lettieri, prevede fino a 400 nuovi posti di lavoro entro il 2026, riassorbendo anche tecnici altamente qualificati rimasti senza occupazione dopo la chiusura di Air Italy.

Gianni Lettieri: il futuro di Atitech tra Airbus, nuovi mercati e academy

Il salto di qualità definitivo arriva con Airbus. Il rapporto, inizialmente legato alla manutenzione civile, si è trasformato in una partnership strategica internazionale. La firma del General Terms Agreement con Airbus Defence and Space consacra Atitech come centro ufficiale europeo per la manutenzione e revisione degli aerei militari Airbus. Capodichino diventa così un asset strategico non solo industriale ma anche geopolitico, inserendo Napoli nella filiera della difesa europea. Parallelamente, Atitech ha ottenuto le certificazioni per operare sugli Airbus A330neo, tra i velivoli più avanzati al mondo, attirando clienti internazionali come la compagnia francese Corsair. La crescita non si ferma ai confini europei. Atitech è già impegnata in progetti in Albania e in Arabia Saudita, dove Riad ha investito circa 1 miliardo di euro nel settore delle manutenzioni aeronautiche. Ma lo sguardo di Gianni Lettieri è rivolto ancora più lontano: India e Africa sono i prossimi obiettivi, mercati con un potenziale enorme e una domanda in forte espansione. Il cuore di Atitech restano le persone. L’azienda ha investito in una scuola di formazione interna, pronta a diventare academy, e in un modello di welfare aziendale che durante il Covid-19 ha incluso un fondo da 500mila euro per sostenere le famiglie dei dipendenti. Accanto all’industria, c’è spazio anche per la solidarietà: dalla mensa per le famiglie bisognose al progetto di renderla permanente, con pasti di qualità accessibili a tutti.

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