Fabrizio Di Amato: la strategia di crescita di MAIRE nei primi anni della sua storia

Intervistato da Marcello Ascani lo scorso maggio, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato ha sottolineato come fin dai primi anni della nascita del Gruppo il suo obiettivo fosse di farlo crescere in innovazione e tecnologie, reinvestendo i profitti in investimenti strategici. Tra i più importanti, il sistema SAP nel 1997.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: la strategia alla base della crescita di MAIRE nei primi anni della sua fondazione

La prima casa l’ho comprata a 45 anni, perché i primi soldi li ho investiti in attrezzature e depositi dove mettere i mezzi e dove organizzare la struttura”, ha rimarcato Fabrizio Di Amato. Intervistato da Marcello Ascani lo scorso maggio, il Fondatore e Presidente d MAIRE ha raccontato la strategia che ha adottato nei primi anni della fondazione del Gruppo oggi leader nel settore dell’ingegneria industriale e della transizione energetica, con competenze maturate nella progettazione e realizzazione di infrastrutture all’avanguardia per quanto riguarda innovazione e sostenibilità. Per consentire la crescita di MAIRE sin da subito, Fabrizio Di Amato ha reinvestito tutti i profitti nell’azienda, infatti, “nel ‘97, installammo i sistemi SAP che in quegli anni li aveva la Fiat e l’Eni”. 

Fabrizio Di Amato: gli investimenti all’avanguardia e il processo di integrazione con Fiat Engineering

Per consentire a MAIRE di crescere e diventare una realtà innovativa e all’avanguardia, nella seconda metà degli anni ’90 Fabrizio Di Amato ha investito una somma di denaro pari a 1 miliardo di vecchie lire per rafforzare il comparto software con il sistema SAP, una cifra molto ingente per l’epoca. “Già in quegli anni io pensavo che l’azienda dovesse crescere tantissimo”. Quando nel 2004 Il Gruppo ha acquisito Fiat Engineering, il processo di integrazione è filato senza intoppi poiché MAIRE già possedeva le conoscenze e le competenze tecniche del sistema utilizzato dalla società rilevata. “Fiat Engineering aveva SAP perché il Gruppo Fiat già lo aveva — ha evidenziato Fabrizio Di Amato — e in pochissimi mesi abbiamo fatto integrazione delle due realtà perché i sistemi li conoscevamo molto bene, non abbiamo dovuto impararli”.

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