Secondo il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli, come evidenziato nel suo intervento al podcast “The Big Interview” di “Wired” lo scorso settembre, il mix energetico al 2050 sarà il più vario possibile, prevedendo l’utilizzo di diverse fonti energetiche, dal combustibile fossile al gas, alle rinnovabili e al nucleare.
Fabio Fritelli: un mix il più vario possibile per il futuro della transizione energetica
“È un mix energetico fatto di tutto ciò che si può mettere dentro, sarà il più vario possibile”, ha sottolineato il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli in merito al futuro della transizione energetica. Intervenuto al podcast “The Big Interview” di “Wired” lo scorso settembre, il manager alla guida della società controllata di MAIRE ha specificato che, al 2050, l’energia prevalentemente utilizzata sarà ancora quella proveniente da combustibile fossile, anche se con un uso sempre minore. Sarà infatti accompagnata da “gas magari con cattura della CO2 o gas con tecnologie che ne riducono l’impatto carbonico”, ha aggiunto Fabio Fritelli, e da una quota di energia rinnovabile, tra cui idroelettrica, geotermica e bio (scarti agricoli o animali). Senza dimenticare l’energia nucleare, “l’unica che possa nel medio-lungo termine garantire effettivamente indipendenza e sicurezza energetica”.
Fabio Fritelli: aree di operatività di NEXTCHEM e l’attenzione per il settore di ricerca e sviluppo
Dedicata alle soluzioni tecnologiche sostenibili, NEXTCHEM, guidata da Fabio Fritelli, sviluppa il suo core business in tre aree di operatività e una sezione di ricerca e sviluppo. “Sustainable fertilizer”, ”Sustainable energy vectors” e “Circular solution” sono i tre settori dedicati rispettivamente a ricerca e produzione di fertilizzante a basso impatto, alla produzione di veicoli per la mobilità pesante e leggera e al recupero e trasformazione in combustibile di materie presenti nell’ambiente. Attraverso l’area di ricerca e sviluppo, invece, NEXTCHEM è in grado di rendere “quell’idea che funziona su un impianto pilota molto piccolo attiva su scala molto più grande”, ha ribadito Fabio Fritelli. L’azienda interviene in una fase avanzata della tecnologia industriale, secondo il livello del TRL e, usufruendo di collaborazioni con centri di ricerca, università e inventori, trasforma quella tecnologia in un progetto su scala industriale.

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