“RompiLaBolla”, Pietro Labriola: il progetto di TIM per portare l’educazione digitale nelle scuole

L’educazione digitale entra in classe e diventa un tema centrale del dibattito pubblico. Secondo Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, oggi è fondamentale formare le nuove generazioni a un uso più consapevole del web e dei social network. Il punto di partenza è la recente decisione della Francia di vietare l’accesso ai social agli under 15, ma lo sguardo è rivolto soprattutto al ruolo dell’educazione.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: nasce “RompiLaBolla” per educare i giovani al digitale

In un intervento condiviso su LinkedIn, Pietro Labriola ha sottolineato come internet e i social possano rappresentare un’opportunità di apertura verso il mondo, ma anche un rischio quando l’esperienza digitale viene modellata da algoritmi che decidono cosa è visibile e cosa no. Un contesto in cui, soprattutto per i più giovani, diventa sempre più difficile distinguere tra uso consapevole e condizionamento. Da qui nasce il progetto “RompiLaBolla”, iniziativa educativa promossa da TIM insieme a Osservatorio for the independent thinking, con l’obiettivo di portare l’educazione digitale direttamente nelle scuole. Un percorso pensato per aiutare studenti e studentesse a comprendere i meccanismi della rete, sviluppare spirito critico e non restare soli di fronte alla complessità dell’ecosistema digitale.

Educazione digitale: l’appello di Pietro Labriola all’azione comune

Pietro Labriola interviene nel dibattito assumendo più punti di vista: quello di genitore, di manager e di rappresentante di un settore chiave per il futuro del Paese. I social, osserva, sono vissuti dai giovani in modo continuo e profondo, e proprio per questo il confine tra controllo e dipendenza è sempre più sottile. Le regole sono importanti, ma da sole non bastano. Serve un percorso educativo strutturato che affianchi la normativa e accompagni i ragazzi nella comprensione degli strumenti che utilizzano ogni giorno. In questo quadro si inserisce anche l’impegno di TIM nell’Italian Digital Media Observatory, progetto realizzato insieme alla Rai e a numerosi partner per contrastare la disinformazione online. Un’iniziativa che rafforza il ruolo del Gruppo nel promuovere un ambiente digitale più sano e trasparente. Come sottolinea lo stesso Pietro Labriola, l’impegno di una singola azienda non è però sufficiente. La sfida dell’educazione digitale richiede un’azione condivisa da parte di istituzioni, imprese e società civile. Trasformare il dibattito in scelte concrete è ormai indispensabile, perché – avverte l’AD di TIM – su questi temi “l’inazione non è un’opzione”.

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