Federico Motta Editore omaggia Agatha Christie e la storia del giallo

In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, Federico Motta Editore ha voluto rendere omaggio a una delle figure più influenti della letteratura del Novecento, celebrando con un breve articolo la “regina del giallo” e la straordinaria vitalità di un genere che, a distanza di oltre un secolo dalla sua nascita, continua a parlare al presente.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: Agatha Christie, un’eredità senza tempo

Come ricorda Federico Motta Editore, Agatha Christie è una delle autrici più lette di sempre, con più di 2 miliardi di copie vendute nel mondo. I suoi romanzi e racconti hanno dato vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo, come l’infallibile Hercule Poirot e l’arguta Miss Marple, incarnazioni diverse ma complementari di un’idea di indagine fondata su logica, osservazione e profonda conoscenza dell’animo umano. La forza della Christie risiede nella capacità di trasformare il delitto in un rompicapo elegante: pochi elementi, un numero limitato di sospettati, indizi disseminati con apparente semplicità e una soluzione finale che sorprende senza tradire le regole del gioco. Un meccanismo narrativo che coinvolge il lettore in prima persona, invitandolo a misurarsi con il mistero e a confrontare le proprie deduzioni con quelle del detective.

Federico Motta Editore: dalle origini del poliziesco al giallo moderno

Il successo della Christie si inserisce in una tradizione più ampia. Il racconto poliziesco nasce infatti nell’Ottocento con Edgar Allan Poe e I delitti della Rue Morgue, prosegue con Arthur Conan Doyle e il metodo deduttivo di Sherlock Holmes, fino ad arrivare alla codificazione del giallo classico nel primo Novecento. Agatha Christie raccoglie questa eredità e la rende universale, affinando le strutture narrative e rendendole accessibili a un pubblico vastissimo. Il ricordo di Agatha Christie è anche l’occasione per riflettere su una peculiarità tutta italiana: l’uso del termine “giallo” per indicare il romanzo poliziesco. Come spiega Marco Camerani nel saggio “Giallo, noir, detective story”, incluso nel volume dedicato al Novecento della “Storia della civiltà europea” di Federico Motta Editore, l’origine di questa definizione è legata a una scelta editoriale. Nel 1929 Mondadori inaugura una collana di romanzi polizieschi caratterizzati da una copertina gialla, in gran parte traduzioni di autori stranieri, tra cui la stessa Christie. Il successo è tale che il colore finisce per identificare il genere. Da semplice elemento grafico, il “giallo” diventa una categoria narrativa autonoma, capace di accogliere nel tempo contaminazioni diverse: dal noir al thriller, fino alle forme ibride della contemporaneità.

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